mercoledì 26 marzo 2008

appunti dalla prima lezione sulla complessità



Vi dicevo ieri delle lezioni che Complex Samtanko ha tenuto alla UnAcademy su Second Life. Il titolo del corso è stato Viaggio nella complessità. Uomini e organizzazioni all'orlo del caos. Il corso ha seguito sostanzialmente la struttura logica del libro Viaggio nella complessità:
- 1 - introduzione alla teoria della complessità
- 2 - i sette principi della teoria della complessità
- 3- i sette principi del management della complessità, applicazione della teoria alla gestione delle organizzazioni.
Qui trovate le slides della prima lezione, dedicata a un'introduzione alla teoria della complessità.

Argomenti trattati. Innanzitutto mi sono presentato, avatar in un pubblico di avatar che non mi conoscevano. Chi è Luca Comello, chi è Complex Samtanko.

Poi abbiamo viaggiato, tra i giganti del pensiero, da Dante a Newton, da Clausius a Prigogine, fino a giungere a Santa Fe, tempio della complessità. Un viaggio per comprendere la meravigliosa avventura della conoscenza.

Poi, la differenza tra complesso e complicato, dove la complessità è l'intreccio, il nodo, la ricchezza dell'organismo, la complicatezza è la staticità del meccanismo, della linearità, di n equazioni in n incognite. La complicatezza può essere condensata in un'equazione (approccio analitico), la complessità può essere solo raccontata (approccio sistemico).

E quindi, i sistemi complessi adattativi. Caratterizzati da numerosi elementi diversi tra di loro e da numerose connessioni non lineari tra gli elementi, a formare una rete in cui minime variazioni nelle condizioni iniziali possono evolvere fino a rendere imprevedibile il futuro del sistema (effetto butterfly). Sistemi complessi adattativi che evolvono nel tempo secondo biforcazioni, rami di continuità a cui si alternano punti di discontinuità, imprevedibile a priori. Complessità come compresenza, di continuità e discontinuità. Complessità che è sempre esistita, ma che oggi tutti si sentono addosso perchè i rami di continuità sono sempre più corti. Oggi il ritmo si è fatto serrato come un torrente vorticoso.

Infine un cenno al cambiamento culturale in atto. Complessità come compresenza, si diceva. Passaggio da una cultura dell'or a una cultura dell'and. Da una cultura mutuamente esclusiva, in cui gli opposti si escludono, a una cultura che abbraccia la diversità, la relazione, in cui gli opposti convivono e generano valore. Complessità come una grande ragnatela. In cui uomini e organizzazioni potranno recitare le parti delle prede, imbrigliate in essa, o dei ragni, che la creano e ne sfruttano i vantaggi (questa è la metafora principale del mio primo libro Prede o ragni).

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