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mercoledì 17 settembre 2008

in "seconda" serata

Ieri sera abbiamo parlato di complessitá su Second Life per due ore.

Ecco un'immagine dell'evento.

Lascio a Mario Esposito, organizzatore della serata, il racconto della stessa. Lo trovate qui.

venerdì 12 settembre 2008

complex is back

Questo é Complex Samtanko. Ovvero io su Second Life.


Dopo il corso che ho tenuto alla Unacademy, la prossima settimana ritorno nella seconda vita a chiacchierare di complessitá con i curiosi che vorranno partecipare.

Martedì 16 settembre, ore 21.30, passate nella cittá di Post Utopia, in Brain2BrainPlaza.

L'evento si chiamerá, semplicemente, La complessitá. E sará appunto una chiacchierata. Zygmunt Ballinger aka Mario Esposito, organizzatore e appassionato di complessitá, fará da moderatore e lascerá che l'oretta insieme passi tra domande e risposte. Chiacchierando di complessitá, vediamo cosa succede.

martedì 1 aprile 2008

seconde vite per sperimentare

Premetto: non sono un conoscitore di Second Life. Condivido con voi qualche impressione sui corsi che ho tenuto (si vedano gli ultimi 3 post).

Innanzitutto, banale forse: se si desidera apprendere, senza spostarsi da casa, gratuitamente, in posti come la Unacademy si può fare. Hanno tenuto corsi, tra gli altri, Mario Tedeschini Lalli, Giovanni Boccia Artieri, Enrico Menduni.
Gli alunni sembrano esserne entusiasti.
Brezzadilago scrive: Alla unAcademy studio, ragiono, imparo, scopro argomenti di cui nemmeno conoscevo l'esistenza, mi confronto con gli altri che al 99% ne sanno sempre più di me.
Felter, dopo la mia seconda lezione: La cosa divertente di tutto questo è che parlare di complessità è stato di una “semplicità” disarmante. Un minuto prima ero a casa mia, un attimo dopo ero seduto con un’altra dozzina di persone a parlare di teoria della complessità, quindi sono passato a ballare un po’ al Lucania Lab, per poi tornare a casa mia. Tempo sprecato per gli spostamenti: zero!. Mi sembra una gran cosa!

Credo di aver condiviso un'esperienza di complessità messa in pratica, gestita, complessità come opportunità, in beta permanente. Emergenza dal basso, o meglio adeguato mix di bottom-up e top-down. C’è un coordinamento scientifico, ma il più viene dal basso: ci si può proporre come insegnanti, le lezioni sono molto interattive, i commenti e le domande sono numerosi. Le mie lezioni, durata prevista 40 minuti, sono diventate dialogo fino a notte fonda. C’è una circolarità accentuata: studenti e insegnanti possono scambiarsi i ruoli, studenti che insegnano ad insegnanti ed insegnanti che imparano da studenti.

Ho appreso una nuova modalità di interazione, ho insegnato ma soprattutto imparato. Ho conosciuto persone molto competenti che erano lì per ascoltare, condividere, scambiare, dialogare. Scrivo di proposito ho conosciuto persone e non avatar. Persone vere, in carne ed ossa, che utilizzano la tecnologia come mezzo, per esprimere ancora meglio la loro carne e le loro ossa. Persone che sperimentano la creazione di un senso, una narrazione.

venerdì 28 marzo 2008

appunti dalla terza lezione sulla complessità

Augurandovi uno splendido week-end, vi lascio con i sette principi del management della complessità:

1 - auto-organizzazione: le organizzazioni si auto-organizzano sostenendo la nascita di reti interne ed esterne, allo scopo di favorire l’emergenza dell’intelligenza distribuita;
2 - disorganizzazione creativa: la disorganizzazione creativa rappresenta la discontinuità visibile, ricercata dalle organizzazioni alimentando il circolo della creazione;
3 - condivisione: la condivisione rappresenta la continuità visibile, ricercata dalle organizzazioni per il miglioramento continuo verso l’eccellenza operativa;
4 - flessibilità strategica: le organizzazioni ricercano la flessibilità strategica prestando attenzione ai segnali deboli e perseguendo strategie esplorative aperte al loro stesso cambiamento;
5 - network organization: la network organization, caratterizzata dall’apertura verso l’esterno orientata alla relazione, rappresenta la traduzione a livello organizzativo di quanto avviene in natura;
6 - circoli virtuosi: le organizzazioni ricercano i circoli virtuosi che si auto-alimentano adottando un approccio sistemico orientato all’individuazione delle interconnessioni che li costituiscono;
7 - learning organization: la learning organization, favorendo il superamento di modelli mentali antiquati e instaurando una cultura tollerante all’errore, incoraggia l’azione che è fonte di apprendimento.

Qui le slides.

giovedì 27 marzo 2008

appunti dalla seconda lezione sulla complessità

Ovvero i sette principi della teoria della complessità, secondo il modello di Prede o ragni prima (2005), e di Viaggio nella complessità poi (2007). Sette principi della teoria della complessità che nella terza lezione verranno declinati nei sette principi per le organizzazioni.

E allora, ecco i sette principi della teoria della complessità:
1 - auto-organizzazione: l’auto-organizzazione è la comparsa spontanea di ordine, nuove strutture e nuove forme di comportamento in sistemi termodinamicamente aperti ma organizzativamente chiusi, lontani dall’equilibrio;
2 - orlo del caos: i sistemi complessi ricercano l’orlo del caos, uno stato vitale in equilibrio dinamico tra ordine e disordine, in perenne cambiamento;
3 - principio ologrammatico: la parte è nel tutto, il tutto è nella parte;
4 - impossibilità della previsione: i sistemi complessi si trovano in uno stato al limite tra prevedibilità e non prevedibilità, dove tutto è possibile ma non tutto si realizza;
5 - potere delle connessioni: ogni cosa è connessa ad un’altra e sovente con una grande sensibilità. In circostanze appropriate la minima indeterminazione può crescere fino a rendere del tutto imprevedibile il futuro del sistema. Le connessioni sono numerose e potenti;
6 - causalità circolare: nei sistemi complessi, la causa genera l’effetto, che a sua volta retroagisce sulla causa in una relazione circolare che si auto-alimenta;
7 - apprendimento try & learn: in condizioni di elevata complessità, dominate dall’intreccio tra necessità e caso, l’unico modo per apprendere è quello che procede per tentativi (try&learn).

Qui le slides.

mercoledì 26 marzo 2008

appunti dalla prima lezione sulla complessità



Vi dicevo ieri delle lezioni che Complex Samtanko ha tenuto alla UnAcademy su Second Life. Il titolo del corso è stato Viaggio nella complessità. Uomini e organizzazioni all'orlo del caos. Il corso ha seguito sostanzialmente la struttura logica del libro Viaggio nella complessità:
- 1 - introduzione alla teoria della complessità
- 2 - i sette principi della teoria della complessità
- 3- i sette principi del management della complessità, applicazione della teoria alla gestione delle organizzazioni.
Qui trovate le slides della prima lezione, dedicata a un'introduzione alla teoria della complessità.

Argomenti trattati. Innanzitutto mi sono presentato, avatar in un pubblico di avatar che non mi conoscevano. Chi è Luca Comello, chi è Complex Samtanko.

Poi abbiamo viaggiato, tra i giganti del pensiero, da Dante a Newton, da Clausius a Prigogine, fino a giungere a Santa Fe, tempio della complessità. Un viaggio per comprendere la meravigliosa avventura della conoscenza.

Poi, la differenza tra complesso e complicato, dove la complessità è l'intreccio, il nodo, la ricchezza dell'organismo, la complicatezza è la staticità del meccanismo, della linearità, di n equazioni in n incognite. La complicatezza può essere condensata in un'equazione (approccio analitico), la complessità può essere solo raccontata (approccio sistemico).

E quindi, i sistemi complessi adattativi. Caratterizzati da numerosi elementi diversi tra di loro e da numerose connessioni non lineari tra gli elementi, a formare una rete in cui minime variazioni nelle condizioni iniziali possono evolvere fino a rendere imprevedibile il futuro del sistema (effetto butterfly). Sistemi complessi adattativi che evolvono nel tempo secondo biforcazioni, rami di continuità a cui si alternano punti di discontinuità, imprevedibile a priori. Complessità come compresenza, di continuità e discontinuità. Complessità che è sempre esistita, ma che oggi tutti si sentono addosso perchè i rami di continuità sono sempre più corti. Oggi il ritmo si è fatto serrato come un torrente vorticoso.

Infine un cenno al cambiamento culturale in atto. Complessità come compresenza, si diceva. Passaggio da una cultura dell'or a una cultura dell'and. Da una cultura mutuamente esclusiva, in cui gli opposti si escludono, a una cultura che abbraccia la diversità, la relazione, in cui gli opposti convivono e generano valore. Complessità come una grande ragnatela. In cui uomini e organizzazioni potranno recitare le parti delle prede, imbrigliate in essa, o dei ragni, che la creano e ne sfruttano i vantaggi (questa è la metafora principale del mio primo libro Prede o ragni).

martedì 25 marzo 2008

vi presento complex samtanko

... che poi sarei io su Second Life.
Lo scorso mese di febbraio ho tenuto un corso di tre lezioni su complessità e management, alla UnAcademy, Accademia non Convenzionale della Cultura Digitale.
Nei prossimi giorni metterò qui a vostra disposizione le slides delle lezioni. E scriverò qualche impressione su questa esperienza, per me nuova, in Second Life.