How Google might put taxi drivers out of business http://nyp.st/1leRWaD via @nypost #innovation #disruption
lunedì 23 giugno 2014
venerdì 20 dicembre 2013
mercoledì 18 dicembre 2013
il babbo natale dello startupper
Il progetto imprenditoriale di cui ho gia' parlato in questo blog sta prendendo corpo.
Ho avuto l'occasione di presentarlo all'Assessore all'Innovazione del Comune di Udine, Gabriele Giacomini, e all'Assessore alle Attivita' Produttive della Provincia di Udine, Leonardo Barberio. Ho avuto incoraggiamenti e ipotesi di sinergie da concretizzare nei mesi a venire.
Guardiamo al 2014 con fiducia ed entusiasmo.
Chiediamo a Babbo Natale qualche moneta per partire e il coraggio di rischiare.
Anin, varin fortune.
Ho avuto l'occasione di presentarlo all'Assessore all'Innovazione del Comune di Udine, Gabriele Giacomini, e all'Assessore alle Attivita' Produttive della Provincia di Udine, Leonardo Barberio. Ho avuto incoraggiamenti e ipotesi di sinergie da concretizzare nei mesi a venire.
Guardiamo al 2014 con fiducia ed entusiasmo.
Chiediamo a Babbo Natale qualche moneta per partire e il coraggio di rischiare.
Anin, varin fortune.
martedì 26 novembre 2013
la piazza che si fa innovazione
Forse non e' un caso che sia arrivato ai makerspaces, i FabLab e in generale tutti quei luoghi di aggregazione (perche' tali sono) dove si condivide una passione.
La condivisione e' uno dei principi della complessita'. Ce l'ha insegnato il principio ologrammatico: la parte e' nel tutto, il tutto e' nella parte.
Oggi c'e' sempre piu' bisogno di senso. Oggi che i grandi racconti sono finiti, e i punti di riferimento sono stati, a torto o a ragione, screditati. C'e' bisogno di comunita' che si incontrano in luoghi fisici, dove fare lavoro, ma soprattutto relazione.
E allora si sviluppano in maniera disordinata (tipico delle prime fasi, prima della regolamentazione e della selezione naturale) luoghi come i TechShop, The Hub o Talent Garden.
E' la piazza contemporanea. Fisica, reale, ma in grado di estendersi globalmente alla rete.
Ed e' la piazza che si fa business, innovazione vera, dato che le aziende non la fanno, non ce la possono fare, per loro natura.
Che poi si tratti di riunire artigiani tecnologici, smanettoni e bricoleur come nel caso dei TechShop e dei FabLab o creativi, designer, artisti e startupper come nel caso di The Hub o Talent Garden poco importa.
Anzi, io credo che vadano creati dei luoghi dove tutti questi attori possano ritrovarsi. E' questo il mio progetto.
#startup #nordest
La condivisione e' uno dei principi della complessita'. Ce l'ha insegnato il principio ologrammatico: la parte e' nel tutto, il tutto e' nella parte.
Oggi c'e' sempre piu' bisogno di senso. Oggi che i grandi racconti sono finiti, e i punti di riferimento sono stati, a torto o a ragione, screditati. C'e' bisogno di comunita' che si incontrano in luoghi fisici, dove fare lavoro, ma soprattutto relazione.
E allora si sviluppano in maniera disordinata (tipico delle prime fasi, prima della regolamentazione e della selezione naturale) luoghi come i TechShop, The Hub o Talent Garden.
E' la piazza contemporanea. Fisica, reale, ma in grado di estendersi globalmente alla rete.
Ed e' la piazza che si fa business, innovazione vera, dato che le aziende non la fanno, non ce la possono fare, per loro natura.
Che poi si tratti di riunire artigiani tecnologici, smanettoni e bricoleur come nel caso dei TechShop e dei FabLab o creativi, designer, artisti e startupper come nel caso di The Hub o Talent Garden poco importa.
Anzi, io credo che vadano creati dei luoghi dove tutti questi attori possano ritrovarsi. E' questo il mio progetto.
#startup #nordest
sabato 28 settembre 2013
idee per una startup
Da alcuni mesi sto lavorando a un business plan, insieme a
mia moglie. Ho una prima idea del concept, del target di riferimento, degli
elementi di differenziazione rispetto alla concorrenza, del modello di
business, delle proiezioni economico-finanziarie. Credo sia giunto il momento di
dischiuderlo, condividerlo. Chiunque fosse interessato a fornire spunti o a
collaborare alla realizzazione si faccia avanti. C’è
bisogno di menti, braccia e cuori.
L’IDEA IMPRENDITORIALE
Una serie di centri dotati di macchine per la lavorazione
del legno, del metallo, della carta, di stampanti 3D e laser cutters, che, sulla base delle prime esperienze dei makerspace americani, sia in grado di
fornire risposte mirate ai bisogni degli artigiani, hobbisti e creativi
italiani ed europei.
I centri sono organizzati sul modello della palestra:
l’utilizzatore acquista un abbonamento mensile o annuale, oppure un ingresso
singolo, e in cambio può accedere agli spazi e alle macchine per lavorare ai
suoi progetti (la riparazione di un oggetto, la costruzione di un prototipo,
ecc.).
Un luogo dove i nuovi
creativi possano fare lavoro, ma soprattutto relazione. Un luogo dove il
sapere incontra il saper fare, dove vengono insegnati i mestieri che sembravano
scomparsi (falegnameria, cucitura, ecc.) ma anche le competenze d’avanguardia come
le nuove produzioni digitali basate su file 3D che vengono stampati sul posto.
Un luogo per ritrovare la voglia di fare con le proprie
mani, insieme agli altri. Una palestra per innovatori, ecco tutto.
BACKGROUND
Numerosi centri di
questo tipo - noti come makerspace, fablab o hackerspace - stanno nascendo in tutto il mondo, sulla base della
crescente importanza del movimento dei makers
e anche alla luce di proiezioni di crescita che vedono, per esempio, il
mercato delle stampanti 3D trasformarsi in un’industria globale. Secondo le
ultime stime il settore raggiungerà un giro di affari superiore ai 6 miliardi
di dollari entro il 2019.
La catena americana dei TechShop rappresenta al momento l’unico vero esempio di successo. Da un punto di vista
imprenditoriale resta da capire se questi centri possano avere un modello di
business sostenibile e in grado di generare profitti (gli investimenti iniziali
sono piuttosto elevati). Inoltre, va ricercata una via italiana ed europea, distinta
rispetto a quella americana.
LA SITUAZIONE ITALIANA
In Italia stanno
nascendo alcune iniziative, come la prima delle Officine Arduino inaugurata a Torino sulla
scia della felice esperienza di Arduino. Sembra però che le
istituzioni non ne percepiscano l’urgenza e ritengano che si possa ancora
aspettare. Eppure, il tessuto produttivo italiano e quello del Nord-Est in
particolare è composto principalmente da piccole imprese e lavoratori autonomi
specializzati che non sono in grado di permettersi una formazione continua
autonoma. Potrebbero tornare a essere più competitivi se avessero la
possibilità di accesso a questo tipo di infrastrutture.
Dobbiamo e vogliamo trovare una via nostra,
una via italiana ed europea che a nostro avviso non è quella mastodontica e
pesante dei makerspace americani, sia
in termini dimensionali che di valori comunicati. Gli elementi distintivi non
possono essere l’ampiezza dei locali e del parco macchine, bensì i corsi e gli
eventi, il supporto e la consulenza basati su una rete estesa di fornitori
locali. I nostri centri devono avere una loro identità molto chiara, elegante e
contemporanea, perché il lavoro manuale ha oggi più che mai la dignità che
negli anni sembrava avere smarrito.
PIANO DI SVILUPPO
Si prevede di partire in fase beta con un
centro di dimensioni contenute a Udine. Sulla base di questa prima esperienza
si prevede di raffinare ulteriormente l’idea imprenditoriale e il modello di
business e si pianifica di crescere grazie a un modello misto basato su centri
di proprietà e in franchising, inizialmente in Italia e in seguito anche
all’estero.
Leggete, rileggete, cercate su internet e, se ne avete voglia, contattatemi.
Etichette:
idee,
innovazione,
makers,
makerspace,
startup
giovedì 30 maggio 2013
cinquantacinque chilometri
Bicizen ha pubblicato un mio racconto intitolato Cinquantacinque chilometri.
Parla di treno e di bici, e soprattutto di tempo guadagnato.
Potete leggerlo qui.
Parla di treno e di bici, e soprattutto di tempo guadagnato.
Potete leggerlo qui.
mercoledì 24 aprile 2013
venerdì 2 novembre 2012
c'è un manifesto...
...per gli ibridi, ovvero:
La navigazione è a vista.
La rotta la creiamo noi stessi.
Imprevedibilità significa
opportunità.
Parole d'ordine sono complessità, accelerazione, interazione, mente.
Lo trovate qui.
tutti quei professionisti e intellettuali che per attitudine, vocazione o contingenze del loro percorso individuale incarnano la capacità di unire conoscenze e competenze tradizionalmente separate e distinte.
La transdisciplinarità, la varietà di competenze e intelligenze è espressione della capacità di essere all’altezza della molteplicità e complessità delle sfide attuali.
Il manifesto è uno spazio identitario in cui riconoscersi, ma anche una indicazione di rotta per un viaggio di mutazioni profonde, da noi intrapreso come individui e come collettività.
La meta è ignota.La navigazione è a vista.
La rotta la creiamo noi stessi.
Imprevedibilità significa
opportunità.
Parole d'ordine sono complessità, accelerazione, interazione, mente.
Lo trovate qui.
venerdì 4 maggio 2012
l'hai voluta? adesso pedala
Sempre sul tema velocita' e lentezza chiamate a co-esistere, banda larga / agenda digitale ma allo stesso tempo nuovi stili di vita sostenibili da tutti i punti di vista (economico, sociale, ambientale, ecc.), mi piace riportare questo studio sui riflessi economici positivi dell'utilizzo della bicicletta sul territorio.
Ebbene si', sto parlando di bikenomics...
Leggete qui:
Questo per due ragioni principali: in primo luogo usare più la bici significa risparmiare e aumentare il reddito disponibile per i consumi locali. In secondo luogo, muoversi in bici nel proprio quartiere / città e non usare la macchina per fare acquisti magari a decine di chilometri di distanza, ci costringe a scoprire meglio e privilegiare l’offerta più vicino alla nostra residenza.
Last, but not least, l’indotto, anche solo turistico, delle due ruote: si pensi che in uno stato medio-grosso degli USA, il Wisconsin, uno studio (di cui trovate il link al pdf) parla di una bike economy, di un impatto economico, turistico in primis, della bicicletta, che da solo vale 1,5 miliardi su base annua per lo Stato.
Insomma, bicicletta vuole dire più soldi che restano nella comunità: partendo dalle realtà più immediate come il fatto che l’utilizzo della bicicletta per recarsi al lavoro migliora chi la utilizza di conseguenza il datore di lavoro vedrà più profitti o che lasciando l’auto in garage, e girando la città pedalando, i negozi della città risulterebbero essere un’attrattiva maggiore. La comunità, inoltre, vedrebbe destinarsi più soldi dato che i cittadini non si impegnerebbero più grosse somme per la benzina, le assicurazioni e per l’acquisto dell’auto.
Puo' essere, di sicuro si potrebbe parlarne a lungo.
Probabilmente i commercianti non sono molto d'accordo (sembra che se non ci puoi parcheggiare davanti, o meglio dentro, non andrai mai a comprare da loro...).
Quello che trovo interessante e' che - forse - anche economicamente andare in bici porta dei vantaggi. Perche' tutto il resto lo sappiamo, che fa bene da tutti gli altri punti di vista.
Certo, io sono di parte.
Da cinque mesi ho incominciato a percorrere l'ora che mi separa dal lavoro utilizzando il binomio bicicletta + treno. Per i tre anni e mezzo precedenti avevo usato ostinatamente l'automobile. Posso dire di sentirmi molto meglio ora per almeno quattro ragioni:
E siccome qui si ragiona in ottica sistemica, ora ci aggiungiamo anche le positive ricadute economiche.
La sostenibilita' sistemica (economica, sociale, ambientale, ecc.) c'e', sembra esserci.
Viva la bici!
ps: a proposito, salvaiciclisti
Ebbene si', sto parlando di bikenomics...
Leggete qui:
![]() |
| foto L'uomo in bicicletta di Kim Newberg |
Last, but not least, l’indotto, anche solo turistico, delle due ruote: si pensi che in uno stato medio-grosso degli USA, il Wisconsin, uno studio (di cui trovate il link al pdf) parla di una bike economy, di un impatto economico, turistico in primis, della bicicletta, che da solo vale 1,5 miliardi su base annua per lo Stato.
Insomma, bicicletta vuole dire più soldi che restano nella comunità: partendo dalle realtà più immediate come il fatto che l’utilizzo della bicicletta per recarsi al lavoro migliora chi la utilizza di conseguenza il datore di lavoro vedrà più profitti o che lasciando l’auto in garage, e girando la città pedalando, i negozi della città risulterebbero essere un’attrattiva maggiore. La comunità, inoltre, vedrebbe destinarsi più soldi dato che i cittadini non si impegnerebbero più grosse somme per la benzina, le assicurazioni e per l’acquisto dell’auto.
Puo' essere, di sicuro si potrebbe parlarne a lungo.
Probabilmente i commercianti non sono molto d'accordo (sembra che se non ci puoi parcheggiare davanti, o meglio dentro, non andrai mai a comprare da loro...).
Quello che trovo interessante e' che - forse - anche economicamente andare in bici porta dei vantaggi. Perche' tutto il resto lo sappiamo, che fa bene da tutti gli altri punti di vista.
Certo, io sono di parte.
Da cinque mesi ho incominciato a percorrere l'ora che mi separa dal lavoro utilizzando il binomio bicicletta + treno. Per i tre anni e mezzo precedenti avevo usato ostinatamente l'automobile. Posso dire di sentirmi molto meglio ora per almeno quattro ragioni:
- in automobile sprecavo due ore al giorno, e sono tante, concentrato sulla guida! Adesso le sento come guadagnate. Posso leggere, lavorare, dormire, guardare il paesaggio...
- in automobile spendevo circa 250 euro al mese, oggi spendo 61,80 euro al mese (solo il costo dell'abbonamento al treno);
- in automobile mi stancavo, appesantivo fisicamente, innervosivo, oggi sono pieno di energie, pedalare e' splendido in questa stagione ma anche sotto la pioggia (e' un po' come tornare bambini!), resto in forma e rilassato mentalmente;
- in automobile immettevo nell'ambiente circa 21 Kg di CO2 al giorno, oggi in treno circa 4 Kg a cui vanno aggiunti 0 Kg in bicicletta (fonte per i calcoli LifeGate).
E siccome qui si ragiona in ottica sistemica, ora ci aggiungiamo anche le positive ricadute economiche.
La sostenibilita' sistemica (economica, sociale, ambientale, ecc.) c'e', sembra esserci.
Viva la bici!
ps: a proposito, salvaiciclisti
martedì 1 maggio 2012
velocità e lentezza
Google, simbolo per antonomasia della velocità di inizio XXI secolo, milioni di pagine in qualche centesimo di secondo, ha un maestro zen che insegna ai collaboratori la lentezza.
Contraddizione tipicamente complessa, velocità e lentezza in non esclusiva compresenza.
E, forse, da chi il modello l'ha creato (ha contribuito a crearlo), un invito a metterlo in discussione o, addirittura, a ripensarlo.
domenica 22 aprile 2012
parlando di auto-organizzazioni
Ne parla il professor De Toni, con cui ho scritto Auto-organizzazioni.
Alcune keywords:
auto-organizzazione
intelligenza distribuita
visione
volo di uno stormo di uccelli
non esiste un centro, eppure il risultato è incredibilmente armonioso
Patton: dì alle persone dove andare, ma non come farlo
intra-imprenditorialità
Ono, la Toyota, il toyotismo
nelle piccole e nelle grandi imprese
leader - to lead and to build - condurre e costruire un contesto
un contesto in cui tutti siano nelle condizioni di operare sfruttando la propria intelligenza
rischiare
tolleranza all'errore - try and learn
interconnessione
auto-attivazione
ridondanza
condivisione
ri-configurazione - modello Hollywood, ad ogni film cambia completamente la squadra
periferia, centro e periferia, duplicazione di potere
il modello della pianificazione e controllo
abbiamo bisogno di tempo per ottenere risultati
Alcune keywords:
auto-organizzazione
intelligenza distribuita
visione
volo di uno stormo di uccelli
non esiste un centro, eppure il risultato è incredibilmente armonioso
Patton: dì alle persone dove andare, ma non come farlo
intra-imprenditorialità
Ono, la Toyota, il toyotismo
nelle piccole e nelle grandi imprese
leader - to lead and to build - condurre e costruire un contesto
un contesto in cui tutti siano nelle condizioni di operare sfruttando la propria intelligenza
rischiare
tolleranza all'errore - try and learn
interconnessione
auto-attivazione
ridondanza
condivisione
ri-configurazione - modello Hollywood, ad ogni film cambia completamente la squadra
periferia, centro e periferia, duplicazione di potere
il modello della pianificazione e controllo
abbiamo bisogno di tempo per ottenere risultati
domenica 15 aprile 2012
ancora sul viaggio
...che non finisce mai.
Prendi la strada... La TUA strada...
Fai il cammino.
Influenza il paesaggio.
Ascolta te stesso (gli altri un po' meno).
Non aspettare Godot.
Ora.
(soundtrack: Vasco Rossi - Prendi la strada)
giovedì 12 aprile 2012
pesantezza e leggerezza
Oggi, entrambe importanti.
La modernita' pesante, con le sue catene di fornitura, supply chain, prezzi e margini erosi, metalmeccanica, presse, stampi, fabbriche. L'IKEA e i suoi fornitori italiani...
Ma anche la contemporaneita' leggera, con le sue catene del valore mutevoli, nuovi attori, configurazioni spazio-temporali indefinibili, luoghi-non luoghi che pure necessitano di investimenti per non rimanere indietro. Un'Italia digitale per crescere...
venerdì 6 aprile 2012
le fabbriche delle idee
La quinta edizione del Festival Città Impresa, evento ormai consolidato in cui si discute di economie, modelli, stili e potenzialità del Nord Est, ha come tema Le fabbriche delle idee.In un territorio dominato da fabbriche, pesanti capannoni poco ospitali (ma in ogni caso affascinanti a parer mio), il passaggio su cui si discuterà è di quelli decisivi: dal tangibile all'intangibile, dalla produzione alla ideazione/concezione, dal made in al designed in, dalla pesantezza alla leggerezza, dalla modernità alla post-contemporaneità, dal locale (e dai localismi) al globale o, meglio, al glocale. E l'elenco potrebbe continuare all'infinito.
Il passaggio è di quelli decisivi, come sostenuto nelle pagine del sito:
Come già sta accadendo in maniera massiccia, il Nordest vive una fase di delocalizzazione non più e solo della produzione, ma anche delle stesse imprese. Il rischio concreto è di assistere – nei prossimi mesi e anni – a un rapido depauperamento del tessuto industriale in due direzioni: da una parte avremo la definitiva chiusura delle aziende manifatturiere a basso contenuto di valore aggiunto, non più capaci di reggere la concorrenza internazionale; dall’altra, spinte alla ricerca di contesti metropolitani di servizi o di contesti fiscali più favorevoli (o contemporaneamente di entrambi), le imprese più innovative tenderanno a trasferirsi in paesi o aree metropolitane più idonee ad accoglierle. Il fenomeno, peraltro già evidenziato da alcune ricerche, dell’emigrazione massiccia di giovani talenti all’estero è un segnale d’allarme da tenere in seria considerazione.
Come suggerisce evocativamente il titolo di un intervento, il futuro si gioca tra schei e innovazione.
In questo framework si inseriscono il Premio Città Impresa, assegnato a 1000 "fabbricatori di idee", e la Notte Verde del Nord-Est, mobilitazione del territorio attorno alla green economy.
Idee, creatività, cultura, innovazione e sostenibilità sono le parole d'ordine.
Da non perdere.
Date: 2-6 maggio 2012.
Programma qui.
lunedì 26 marzo 2012
arrivato alla quinta ristampa...
...Viaggio nella complessita', edito da Marsilio, del 2007.Gli uomini non possono fare a meno di viaggiare. Oggi vecchie idee superate stanno tramontando ed è tempo per un percorso intellettuale nella complessità. La vita e tutto ciò che da essa deriva è lontana dall’equilibrio, è alla ricerca continua del nuovo e dell’improbabile. Questo libro è un agevole viaggio nella teoria della complessità, ma è soprattutto un invito alla continua ricerca dell’attimo creativo, dove ogni arrivo è una nuova partenza. Chi desidera immaginare il futuro, chi ha un sogno, saprà accendersi e partirà verso il misterioso e affascinante territorio all’orlo del caos. Consapevole che il proprio avvenire potrà dipendere anche dal caso.
Una bella soddisfazione.
Alcune recensioni:
venerdì 23 marzo 2012
pmi nic - nuovo branch friuli venezia giulia
Dal 1 gennaio 2012 e' attivo il branch Friuli-Venezia Giulia del PMI North Italian Chapter (NIC).
Segnalo l'evento inaugurale, il 13 Aprile a Gorizia.
Per una cultura del progetto.
domenica 18 marzo 2012
la via
La via è l'ultimo saggio di Edgar Morin, filosofo di punta del pensiero complesso.E' necessario scommettere (e agire perchè cio avvenga) nella metamorfosi...
dal bruco alla farfalla...
dalle due alle tre dimensioni.
Che cosa fare allora?
"Al sistema terrestre minacciato da tutte le parti resta solo la via della metamorfosi. In natura, un sistema, quando non riesce più a risolvere i propri problemi vitali, se non vuole perire, è costretto alla metamorfosi. Il bruco è capace di autodistruggersi e autoricostruirsi per diventare una farfalla. L'idea della metamorfosi non è una follia, è una realtà che si è già realizzata altre volte nella storia del Pianeta, nella preistoria ma anche nel Medioevo".
"Al sistema terrestre minacciato da tutte le parti resta solo la via della metamorfosi. In natura, un sistema, quando non riesce più a risolvere i propri problemi vitali, se non vuole perire, è costretto alla metamorfosi. Il bruco è capace di autodistruggersi e autoricostruirsi per diventare una farfalla. L'idea della metamorfosi non è una follia, è una realtà che si è già realizzata altre volte nella storia del Pianeta, nella preistoria ma anche nel Medioevo".
Del resto il tema della metamorfosi è particolarmente caro al filosofo francese. Lo avevo già segnalato ad esempio qui, ma ricorre in molti scritti ed interviste.
E' il grande tema del cambiamento, del cambiamento continuo ...
Qui l'intervista a Morin.
sabato 17 marzo 2012
un nuovo equilibrio
Credo che questa strada verrà scelta sempre di più e l'effetto sarà un sano bilanciamento (non tutti possono fare i dottori...). La crisi porterà un nuovo equilibrio!
Per maggiori info:
il sito del progetto pecoranera di Devis Bonanni
il libro Pecoranera edito da Marsilio
domenica 11 marzo 2012
le fiabe
A proposito.Nelle imprese di oggi contano anche le fiabe. Sarà possibile trovare uno spazio per i cantastorie in azienda?
Piera Giacconi* è convinta di sì.
Scoprite perchè...
*creativity coach, arte-terapeuta e consulente di direzione per aziende e amministrazioni negli gli ambiti: automotivazione, empowerment, leadership, integrazione delle differenze di genere, consapevolezza individuale e di gruppo, sviluppo del potenziale, innovazione, gestione dello stress. È formatrice AIF, certificata Horaklés(r) a Parigi nell'uso delle fiabe per lo sviluppo della Qualità Umana. Nel 2004 ha fondato a Udine la prima Scuola italiana per cantastorie, unificando i lavori tradizionali delle fiabe e del respiro volontario. www.lavocedellefiabe.com.
Ha scritto l'appendice a Auto-organizzazioni, intitolata Salutiamoci con una fiaba.
Aggiunta del 14/03/2012: il libro verra' presentato giovedi' 15/03 a Fiume Veneto (PN).
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