mercoledì 14 maggio 2008

voglio sentire la vostra voce

Insomma, mi sembra di essere uno di quei professori che dice fate pure domande e poi fa monologhi di ore, parlando per se stesso.
Questa volta voglio sentire la vostra voce.
Studiosi, appassionati, semplici curiosi, naviganti, viaggiatori che passate di qua per caso...
cos'e' per voi la complessita'?
Nella vostra vita lavorativa, personale, nel vostro vissuto.
Voglio sentire la vostra voce.
Avanti, chi rompe il ghiaccio?

Cos'e' realmente la complessita' per voi?

4 commenti:

Anonimo ha detto...

C'era una volta uno slogan pubblicitario che diceva: "fatello a fette", riferendosi ad un salame. A me sembra, caro Luca, che tu l'abbia preso alla lettera (tanto da farne addirittura il titolo di un post) a proposito della Complessità: nella hibris di promuovere il tuo libro mi sembra che tu stia facendo la Complessità a fette da vendere tanto al kilo. Ma ti pare possibile (e quì mi rivolgo alla tua onestà intelettuale) rappresentare compiutamente l'innovazione che la Complesità costituisce sul piano del paradigma culturale con un marketing così "riduzionistico"?
La Complessità "in pillole" è una contraddizione in termini e rischia di innescare solo una nuova tendenza New Age e la tua diventa una operazione di volgarizzazione invece che di divulgazione.

lucacomello ha detto...

caro anonimo (peccato davvero che tu non ti sia firmato) sono contento del tuo commento. E non sto scherzando. Pare strano, ma stiamo discutendo di complessita', argomento che, se lo conosci e lo segui, sai benissimo essere scarsamente rappresentanto in Italia. Quindi ben vengano tutti i tipi di commenti e anche, forse soprattutto, le critiche.
Vengo alla tua domanda. Non credo di "rappresentare compiutamente l'innovazione che la Complessita' costituisce", anche perche' questo non e' mai stato il mio obiettivo. Io studio complessita' da un po' di anni e la studio in particolare per le sue applicazioni nel management, quindi non con un taglio specialistico ma piu' generalistico. E quello che sto facendo e' un cammino, in cui non voglio dare risposte o certezze. Scrivo solo i miei appunti di viaggio.
Se qualcuno vuole fare un po' di strada con me e' il benvenuto, altrimenti puo' seguire altri cammini, che soddisfino la sua ricerca del senso.

Anonimo ha detto...

Ciao Luca

credo che l'interlocutore anonimo abbia ragione. L'uso del blog per parlare di un argomento trattato nei tuoi libri non è certamente la scelta più adeguata. Difficilmente infatti riuscirai a convincere il frequentatore del tuo blog di non essere destinatario di un messaggio marketing.

Tuttavia, vista la cronica mancanza di una riflessione diffusa sul tema della complessità, anche un blog di questo tipo è utile.

Suggerisco solo di evitare l'autoreferenzialità, tipica della blogosfera, e di praticare alcuni dei principi della teoria di cui ti fai divulgatore mettendoti realmente in contatto con quanti, su sentieri diversi, con approcci più o meno ortodossi, stanno svolgendo un'opera di divulgazione e riflessione assimilabile a quella da te iniziata.

Pur rimanendo anonimo mi firmo come Complexlab

Ciao

lucacomello ha detto...

grazie Complexlab!

sai qual è il problema di creare rete con altri divulgatori di complessità? Da parte mia, il tempo!
Cerco di aggiornare il più possibile il blog, ma non mi rimane altro tempo per andare alla ricerca di connessioni, di cui peraltro riconosco l'importanza.

Ma spero, con il tempo, di curare di più questo aspetto.
Anche con complexlab magari, chissà..