mercoledì 23 aprile 2008

breve storia del futuro

Ho appena terminato la lettura di Breve storia del futuro, di Jacques Attali.
Un libro che consiglio, ricco di stimoli. Una storia del capitalismo fino ad oggi, e soprattutto una "storia del futuro", di qui ai prossimi 100 anni. Certo, nessuno ha la bacchetta magica, il futuro è imprevedibile e piccole cause possono generare grandi effetti, ma Attali evidenzia con grande precisione alcune delle dinamiche complesse in atto.

Cosa ci attende nel futuro?

Innanzitutto l'iperimpero, ovvero la vittoria del mercato sugli Stati, un mercato che diventa planetario e porta al superamento del concetto stesso di Stato.
Secondo Attali, la dinamica in atto è sempre la medesima: un servizio pubblico si trasforma in servizio privato e successivamente in prodotto di massa. Quando tutti o quasi i servizi pubblici (compresi sicurezza, sorveglianza, sanità) saranno prodotti di massa, gli Stati non esisteranno più. Al più tardi intorno al 2050 comincerà una lenta decostruzione degli Stati nati più di mille anni fa. Prima ondata del futuro: l'iperimpero, società planetaria volatile, noncurante, egoista e precaria. Nessuna fedeltà, nè nazionale, nè politica, nè culturale.

E, a questo punto, due scenari differenti. La fine dell'umanità o la salvezza.

Fine dell'umanità, seconda ondata del futuro: l'iperconflitto. Dopo la violenza del denaro, quella delle armi. Conflitti locali e globali: guerre di penuria (petrolio e acqua), guerre di frontiera (dal Medio Oriente all'Africa), guerre di influenza, guerre tra pirati e sedentari. Niente di impossibile, potrebbe essere la fine dell'umanità.

O, invece, dopo il mercato e le armi, il bene. Secondo Attali, i disastri sono, per la natura umana, i migliori avvocati del cambiamento. E, quindi, terza ondata del futuro: l'iperdemocrazia. Accanto all'economia di mercato, un'economia dell'altruismo, della gratuità, del dono, dell'interesse generale. Un'economia relazionale, in cui verrà tutelato il complesso degli elementi che rendono possibile e dignitosa la vita: il clima, l'aria, l'acqua, la lbertà, la democrazia, le culture, le lingue, i saperi. La Storia, secondo Attali, spingerà verso l'emergenza auto-organizzata di una intelligenza collettiva, dotata di una memoria collettiva, che conserverà e accumulerà il proprio sapere.

E in questo stato auto-organizzato, in cui il tutto è maggiore della somma delle parti, finirebbe la storia dell'homo sapiens. Non con l'annientamento, come nelle prime due ondate del futuro, ma con il suo superamento.

5 commenti:

janejacobs ha detto...

Non ho letto il libro di Attali, ma la tua recensione me lo fa parere simile ad un libro che ho letto di recente e che ho trovato inaspettatamente interessante.

http://www.giuliotremonti.it/pubblicazioni/visualizza.asp?id=76

Anonimo ha detto...

Io non ho letto ancora né il libro di Attali (che leggerò certamente e di cui ringrazio Luca per la segnalazione) né il libro di Tremonti, che non so se leggerò giacché ho già letto molte recensioni e ne ho capito il significato e, soprattutto, perché l'autorevolezza dell'autore mi sembra discutibile.
Certamente di Tremonti si può dire che non ha capito la Complessità e che l'economia non ha leggi, ma "storie" (o forse no: questo l'ha capito e vuole piegare la storia nella direzione che a lui sembra quella giusta).
Per quanto riguarda gli scenari prospettati da Attali io propendo per la seconda ipotesi, perché ci spero, perché mi sto impegnando che sia così e perché sono convinto che la "mente collettiva" prenderà quel sentiero per la sua sopravvivenza.

Corrado ha detto...

@janejacobs. Tremonti non è stupido e ha fiuto, ma Attali è su ben altro livello. la recensione di Luca è corretta ma troppo sintetica per rendere la complessità del testo, Leggilo, se non altro perché la sintesi della storia passata del capitalismo è un vero capolavoro. E magari leggiti pure, sempre di Attali, "Marx, ovvero lo spirito del mondo". Un capolavoro.

janejacobs ha detto...

Li leggero' senz'altro!

lucacomello ha detto...

grazie per la segnalazione del libro di Tremonti, che non ho ancora letto, ma leggerò.
Concordo con Corrado, il libro è ben altro dalla breve recensione che ne ho fatto. Questo è solo un assaggio, chi vuole approfondire lo faccia. Quello che posso dire è che da tempo un libro non mi dava tanti stimoli di riflessione. E questo è il merito principale di un libro..