mercoledì 5 novembre 2008

michael crichton

E' mancato oggi Michael Crichton, autore tra gli altri del best seller Jurassic Park del 1990.
Altre volte ho qui ricordato scienziati della complessità (ad esempio Edward Lorenz, scomparso anch' egli quest' anno). In questo caso ricordo un amante della teoria della complessità, soprattutto affascinato dall'idea dell'orlo del caos.
Nella prefazione del suo libro Il mondo perduto cita questo passo sull'orlo del caos di Ian Malcolm, immaginario studioso dell’Istituto di Santa Fe e protagonista del romanzo:

È una zona di conflitto e di scompiglio, dove il vecchio e il nuovo si scontrano in continuazione. Trovare il punto di equilibrio è una faccenda delicatissima: se un sistema vivente si avvicina troppo al margine, rischia di precipitare nell’incoerenza e nella dissoluzione; ma se si ritrae troppo diventa rigido, immoto, totalitario. Entrambe queste evenienze portano all’estinzione. L’eccessivo cambiamento è letale quanto l’eccessivo immobilismo. I sistemi complessi prosperano solo al margine del caos.

Ed ecco, nel film tratto dal suo Jurassic Park, come viene spiegato il caos...



E allora, che riposi in pace. O, se preferisce, in dinamico equilibrio all'orlo del caos.

3 commenti:

nessuno myoo ha detto...

Bellissimo modo di salutare un visionario, grazie... :) nessuno myoo

Marcella ha detto...

Dinamico equilibrio sull'orlo del caos; sintetizzi molto bene il pensiero di Crichton, che in uno dei suoi ultimi lavori, “Stato di paura”, affronta il tema dell'eco-terrorismo. Il romanzo ha fatto molto discutere, spaccando anche gli ambientalisti tra eco-ottimisti ed eco-pessimismi; tra negazionisti, scettici e allarmisti. L'interrogativo comune, rispetto ad una questione urgente come la salvaguardia del Pianeta, è stato: “Ma da che parte sta Crichton?”
Probabilmente la visione complessa dell'autore la possiamo ritrovare anche qui; nello sforzo di superare le dicotomie per trovare, magari attraverso la creatività di una narrazione, una soluzione per affrontare la nuova sfida dell'Era Planetaria.

Stefano ha detto...

Senza nulla togliere a Crichton, il tipo del film JP fa un po' un minestrone del caos deterministico (quello di Lorenz) e di quello di Langton e dei suoi automi cellulari.